Negli ultimi anni si è verificato un aumento esponenziale delle malattie respiratorie nasali consequenzialmente all’inquinamento atmosferico, all’industrializzazione dei paesi occidentali e alle molteplici epidemie stagionali di virus respiratori dovute ai cambiamenti climatici. Tra le cause della difficoltà respiratoria nasale anche la poliposi nasale, la più grave patologia benigna del naso, in particolare per la sua tendenza a resistere ai trattamenti e a recidivare. Ma cosa sono i polipi nasali? Da cosa sono provocati? A quali conseguenze possono portare? La dottoressa Daria Caminiti, responsabile del Day Surgery dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria della Casa di Cura San Camillo di Messina, in un video fa un focus su cause e trattamenti di questa patologia infiammatoria nasale che può creare problemi all’intero apparato respiratorio.

Sintomi, rimedi e cure. «Solitamente il paziente – spiega la dottoressa Caminiti – manifesta difficoltà respiratoria nasale, rinorrea, cefalea, anosmia cioè la riduzione dell’olfatto associata alla ipogeusia cioè la riduzione del gusto, e soprattutto problemi bronchiali come asma e sindrome rinobronchiale. Le cause possono essere molteplici si va dall’inalazione di sostanze inquinanti alle malattie genetiche, patologie autoimmunitarie, riniti allergiche e riniti non allergiche, ed ancora infezioni batteriche, virus e alterazioni metaboliche dell’acido arachidonico e dell’acido acitilsalicidico». L’aspetto nutrizionale è importante nella diagnosi della poliposi nasale ma soprattutto nel controllo della patologia per ridurre o azzerare possibili recidive. «Dopo varie ricerche – spiega la dottoressa Maria Teresa D’Agostino, biologa nutrizionista – oggi si includono nei fattori che intervengono nell’infiammazione della mucosa nasale anche le cause alimentari: la violazione del corretto metabolismo dell’acido arachidonico e l’allergia all’acido acetilsalicilico. L’acido arachidonico a livello alimentare è presente in alimenti molto comuni come carne, pesce e uova; mentre l’acido acetilsalicilico lo troviamo nei conservanti alimentari, nelle spezie e in diverse varietà di frutta e verdura. Proprio perché presenti in svariati alimenti quando si interviene nella cura della poliposi nasale bisogna modificare anche le proprie abitudini alimentari. Viene associato alle altre terapie un piano alimentare che prevede l’eliminazione o la riduzione di queste sostanze presenti nei cibi e che consentirà di mantenere i risultati ottenuti con la terapia farmacologica e chirurgica riducendo quindi l’insorgenza di recidiva».

Chirurgia mininvasiva. La terapia della poliposi nasale può essere farmacologica o chirurgica. Negli ultimi anni lo sviluppo delle tecniche endoscopiche ha permesso enormi passi avanti nel trattamento chirurgico della poliposi nasale. «Alla possibilità del chirurgo di vedere accuratamente, mediante strumenti ottici sempre più all’avanguardia – spiega la dottoressa Caminiti – si è associata tutta una serie di strumenti per una chirurgia poco aggressiva, così che l’intervento, nella stragrande maggioranza dei casi, può essere eseguito in anestesia locale. L’intervento chirurgico può essere eseguito mediante l’utilizzo di laser a diodi e shaver, strumenti innovativi e tecnologicamente avanzati che permettono di eseguire la chirurgia mininvasiva. Ma lo specialista non dovrebbe limitarsi a trattare chirurgicamente o farmacologicamente la poliposi nasale ma dovrebbe approcciarsi al paziente studiandolo nella sua interezza».

© Riproduzione Riservata

Commenti